Osmosi inversa: cos’e’ e a cosa serve

L’ osmosi inversa è una tecnica per la filtrazione grazie alla quale è possibile dissalare e purificare l’acqua dalle sostanze nocive.

 
L’osmosi inversa (o iperfiltrazione) non è una scoperta recente. Già quarant’anni fa alcuni filtri, azionati manualmente, venivano inseriti nei kit dati ai militari per la sopravvivenza oppure erano in dotazione all’equipaggiamento di sicurezza delle imbarcazioni di salvataggio.

 
Di questo sistema di filtrazione oggi si parla perlopiù per gli impieghi in ambito domestico. L’iperfiltrazione infatti consente di avere sempre in casa acqua pura e libera quasi del tutto da sostanze nocive. Sono sostanze dannose per la salute ad esempio il Potassio, il Cromo, lo Zinco, il Ferro e il Magnesio, per citarne solo alcuni. Considerando che ciascuno di noi ha bisogno di bere da 1,5 a 2 litri di acqua al giorno, è facile capire quanto sia importante assumere acqua osmotizzata dai nostri rubinetti.

 
Il vantaggio della filtrazione per osmosi sta nel fatto che non vengono impiegati additivi ma tutto avviene attraverso processi assolutamente ecologici e non dannosi per l'uomo, grazie ai quali si ottiene un'acqua pura e buona sia per cucinare che da bere.

L'osmosi inversa funziona grazie ad un principio piuttosto semplice. Per comprenderlo cominciamo dal processo di osmosi naturale. Vediamo in dettaglio cosa accade. Partiamo da due liquidi con soluzioni saline diverse separati da una membrana semipermeabile. La diversità di concentrazione genera una pressione (pressione osmotica) che determina il cosiddetto flusso osmotico, cioè la soluzione meno concentrata  si sposta verso quella più concentrata per diluirla fino a ridurre il gap di concentrazione tra le due soluzioni.

Se, come invece accade nel processo di osmosi inversa, si esercita una pressione maggiore di quella osmotica sul liquido a più alta concentrazione, la membrana semipermeabile tenderà a respingere i sali contenuti nella soluzione stessa (reiezione osmotica). Il risultato sarà un liquido con una minor concentrazione salina. La membrana cioè trattiene i sali e permette di ottenere una soluzione pura.
 

Ecco perché grazie all'osmosi inversa si può ottenere un’acqua migliore. Le membrane utilizzate oggi per la filtrazione hanno pori sempre più piccoli per trattenere meglio le impurità. Sono fatte di poliammide e non servono solo per uso domestico e per i processi di desalinizzazione.

Nonostante si parli moltissimo di osmosi inversa in questi ultimi anni, non tutti concordano sul fatto che l’acqua trattata con questa tecnica sia più salutare. E’ giusto riportare a questo punto anche una voce fuori dal coro per maggior completezza di informazione. Citiamo il parere di una delle riviste più autorevoli in fatto di consumerismo, Altroconsumo, che sottolinea gli elevati costi degli impianti di osmosi inversa casalinga a discapito della qualità dell'acqua che, una volta filtrata, si ritroverebbe impoverita di molte sostanze, tra cui minerali utili alla nostra salute.

Il dibattito sulla qualità degli acquedotti italiani è annoso e dopo la recente scoperta di arsenico  nelle acque del viterbese è probabile che nuovi studi e ricerche possano arrivare a sciogliere i dubbi che ancora ruotano intorno a questo tema.

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