L'arsenico nell'Acqua Potabile: un Rischio Concreto?

Il problema delle elevate concentrazione di arsenico nell’acqua potabile è molto importante per quel che riguarda la salute dei consumatori: in particolare, alcuni anni fa, la questione era “esplosa” in modo abbastanza grave in alcuni comuni del Lazio. Risolte le emergenze di quel periodo, rimane il fatto che in alcune zone di Italia, l’acqua che esce dai rubinetti ha una concentrazione di arsenico troppo elevata rispetto agli standard considerati accettabili per la salute umana. Quello dell’arsenico nell’acqua potabile è un problema di non facile soluzione: infatti, per intervenire sugli impianti e sulle tubazioni, comuni e società gestori dovrebbero intraprendere opere di manutenzione e costruzione di nuovi impianti anche molto costose, che, considerata l’attuale situazione economica, è molto difficile che mettano anche solo in programma, limitandosi agli interventi considerati strettamente necessari. Questo vuol dire che, in caso di un livello di arsenico troppo elevato nella nostra acqua potabile, diventa importante che interveniamo direttamente per purificare l’acqua da questo minerale e proteggere la nostra salute. Ma prima di tutto cerchiamo di capire cos’è l’arsenico e quali problemi può effettivamente creare. Arsenico nell’acqua potabile: perché è così importante? Dobbiamo ricordare che l’arsenico è un elemento chimico che si trova in natura legato ad altri minerali e che, in passato, era utilizzato nelle vernici per il legno e come pesticida in agricoltura. Attualmente non viene più utilizzato a questi fini, ma in diversi settori della produzione industriale (solo per ricordarne alcuni nel campo farmaceutico, in quello della produzione del vetro e della ceramica, in quello della lavorazione della pelle e dei componenti elettronici). Il problema legato alla presenza dell’arsenico nell’acqua potabile è legato al fatto che se ne viene assunta una quantità maggiore ai 200 microgrammi possono verificarsi effetti molto gravi sulla salute (l’arsenico potrebbe essere anche alla base dello sviluppo di alcuni tumori). Il limite che la legge attuale fissa per la presenza di arsenico nell’acqua potabile è di 10 microgrammi per litro, ma spesso tale limite viene superato e c’è il rischio di un’assunzione continua ed elevata di questa sostanza (che non è presente solo nell’acqua, ma anche nei cibi e nell’aria che si respira). Bisogna sottolineare un fattore molto importante: la presenza dell’arsenico nell’acqua potabile molto spesso non dipende da fenomeni di inquinamento delle falde (per esempio causati da scarichi irregolari da parte delle industrie), quanto dalla presenza nel minerale nelle rocce da cui si originano le acque (si tratta di una situazione tipica di zone come alcuni comuni dell’Emilia Romagna, della Lombardia, del Veneto, dell’Alto Adige, della Campania, della Toscana e del Lazio). Questo vuol dire che potremmo trovarci ad assumere quantità fin troppo elevate di arsenico tramite il semplice utilizzo dell’acqua potabile: una situazione che, soprattutto se si protrae per un tempo troppo lungo, può rivelarsi deleteria per la nostra salute. E come abbiamo detto sopra, i comuni e le aziende che si occupano della gestione dell’acqua potabile e che dovrebbero dotarsi di complessi macchinari per depurare grandi quantità di acqua dall’arsenico, lo hanno fatto solo in minima parte (mentre nella maggior parte dei casi si sono limitati a segnalare la pericolosità della situazione). Deve dunque essere l’utilizzatore dell’acqua domestica in prima persona a intervenire per tutelare la sua salute (in assenza di interventi da parte delle autorità preposte): è necessario dotare il proprio impianto domestico di macchinari in grado di eliminare (o almeno riportare su livelli accettabili) il contenuto di arsenico nell’acqua potabile. Per ottenere questo risultato possiamo scegliere fra installare un piccolo depuratore per l’arsenico (chiamato anche dearsenificatori): si tratta di particolare filtri che, per i materiali utilizzati, sono in grado di abbattere il livello di arsenico nell’acqua potabile. Un’altra soluzione (che è sicuramente più costosa ma anche più completa dal punto di vista della depurazione dell’acqua domestica) è quella data dalla possibilità di installare un depuratore a osmosi inversa. Questo tipo di filtro non è studiato specificamente per assorbire l’arsenico, ma è comunque in grado di diminuirne la quantità presente nell’acqua potabile (oltre a eliminare tutta un’altra serie di sostanze che possono risultare nocive per la salute delle persone): per questo è indicato quando la quantità di arsenico disciolta nell’acqua non è troppo elevata. Se vuoi avere maggiori informazioni sulle modalità per eliminare l’arsenico dall’acqua domestica contatta i nostri esperti, che sapranno consigliarti la soluzione migliore personalizzata secondo le tue esigenze.  

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